Peugeot & Friends museo L'Aventure Peugeot

Peugeot & friends: PARTE SECONDA

Sochaux è il paese dove la Peugeot ha costruito il suo primo stabilimento di automobili, lì la casa francese ha organizzato un evento ricco di storia, cultura motoristica e qualche piacevole sorpresa...
25/10/2014
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Peugeot&friends – Ma veniamo alle due sorprese riservate alla stampa durante la manifestazione di Peugeot: il primo colpo di scena riguarda un importante carrozziere italiano…

Giocchino Acampora, titolare della storica carrozzeria Castagna Milano ha consegnato, per l’occasione, la 508 RXH, da lui recentemente allestita, al museo Peugeot,  ora proprietario di un altro pezzo unico carico di stile e personalità.

Seconda e “succosa” sorpresa per gli autori delle varie testate presenti al Peugeot&friends è stata la possibilità di provare dei mezzi storici  in un giro su strada per le vie della suggestiva Franche-Comté.

Le vetture in prova erano le seguenti: Peugeot 601 C Berline (1934 -1935), Peugeot 402 Limousine

(1935 – 1941), Peugeot 203 Berline (1949 – 1960), Peugeot 403 Berline (1955 – 1965) e la Peugeot 504 Berline (1960 – 1975).

Le prime due vetture abbiamo potuto apprezzarle solo come passeggeri ma grandi sono state le sensazioni alla guida della 403 e della 203.

La 403, ha una linea molto pulita e bella, è la famosa auto che in versione cabrio guidava Peter Falk nella serie televisiva “il Tenente Colombo”. Il motore da 1468 cc, 58 CV a 4900 giri/min fa il suo dovere ma non abbiamo cuore di tirare troppo le marce e nemmeno lo spazio dato che la “cordata” procede a velocità da passeggio. Questa andatura è anche la nostra fortuna dato che adattarsi ai tempi  e agli spazi di frenata non è una cosa da poco e le prime affondate sul pedale del freno regalano sensazioni di…. adrenalina, l’azione dei tamburi è lontana anni luce da quella degli attuali impianti frenanti ma imparare a rallentare grazie all’aiuto del freno motore da grande soddisfazione. Avvertiamo ancora superiore gratificazione nell’accorgersi che non servono chilometri per imparare ad usare il cambio non sincronizzato a leva al volante. Insomma ci viene quasi voglia di possederne una “trottare” con lei dalle nostre parti. Il sottile sterzo non è minimamente servo-assistito ed è pesante ma assolutamente manovrabile, non richiede uno sforzo eccessivo. La stecchetta delle frecce è un po’ scomoda in quanto è molto piccola, ma anche con quella dopo un po’ di strada,  sotto un cielo piovoso, si fa amicizia.

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Per quello che riguarda  la nera 203 dalla  americaneggiante silouette, valgono più o meno le stesse considerazioni fatte per la bianca 403 ma avvertiamo  meno praticità di guida : Con il suo 1290 cc, 42 CV (poi 45 CV) a 4500 giri/min sono bastati dei rilievi contenuti e qualche salita per far arrancare la povera “working class hero”venduta in quasi 7000 esemplari. I freni, nostro malgrado, hanno ancora meno mordente di quelli della 403 e la tenuta di strada, sulle prime, fa un po’ temere sia il guidatore che i passeggeri, non abituati alle gommature così sottili di quegli anni.

Il minimo dell’esemplare in prova  non è perfettamente stabile ed ogni spegnimento necessita una riaccensione tirando il manettino dell’aria.  Il cambio, pur essendo come  per la 403, un quattro marce con leva al volante ,ci sembra un po’ più ruvido, insomma questa auto, di qualche anno più vecchia, richiede qualche abilità in più nella guida e pensare che ha ha vinto svariate Mille Miglia, Rally del Marocco, Bol d’Or ed altre gare ci fa veramente effetto. Va inoltre detto che il confort di marcia paragonato alle pari categorie dell’epoca era nettamente superiore.

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Un discorso a parte merita invece la 503 che appare quasi una vettura moderna. Questa macchina è dotata di  cambio sul tunnel dalla leva piacevolmente corta, uno sterzo dall’impugnatura più spessa e dei sedili dall’imbottitura fin troppo soft. Il motore di 1618 cc genera 72 CV a 5600 giri/min e, tutto sommato,  il feeling di guida richiama già alle auto degli anni settanta; vetture che, chi scrive, ha usato da bambino (come piccolo passeggero). Questa 503 è un auto, che fa da trait d’union con vetture più moderne e ci mostra come dagli albori della motoristica alle ultime 507 prodotte dalla Peugeot ci sia una grande linea continua fatta di studio, cura costruttiva e passione per la tecnologia e la mobilità.

Mauro Di Mise

Motociclista da sempre, cresciuto a super e due tempi. Amo i motori belli con un suono appagante, ma sono anche attratto dalle nuove tecnologie.


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