Dakar: deserti bivacchi ed…arresti

In competizioni come la Dakar, nel bene e nel male, può succedere di tutto. Nella tappa Antofagasta – Iquique due piloti sbagliano strada, si perdono nel deserto nei pressi di Antofagasta e si ritrovano a concludere la giornata alla stazione di polizia cilena.

Dakar 2015 – È la disavventura sofferta da due partecipanti alla Dakar di quest’anno,oltre al pilota italiano di moto Matteo Casuccio anche il pilota olandese di quad (ed amministratore delegato di Booking.com Olanda) Kees Koolen: entrambi sono finiti fuori dal percorso nella quinta tappa della corsa e hanno attraversato un tratto del deserto protetto per la presenza di siti archeologici.

Alla sosta di Antofagasta, con la tappa partita alla mattina da Copiapo, il toscano della Gas Gas è arrivato a mezzanotte ma senza raccontare a nessuno ciò che gli era accaduto. La speciale finiva a 65 chilometri dal bivacco e all’arrivo il pilota si è trovato ben dieci poliziotti cileni che lo aspettavano, insieme ad un delegato del ministero della cultura cileno.

la polizia cilena, li ha tenuti in custodia per tre ore assieme ai rappresentanti del Dakar Rally accusandoli di un presunto danno archeologico perpetrato nel deserto dell’Atacama nella zona di Antofagasta: Casuccio e Koolen si sono scusati raccontando la loro storia, e al termine del lungo interrogatorio sono stati rilasciati, per ora senza pena.

“Non sapevamo dove ci trovassimo, e di sicuro non sapevamo che si trattasse di ricchezze archeologiche, altrimenti non le avremmo raccolte, è stato tutto un equivoco” ha detto Casuccio che ora deve attendere la data del processo.
Entrambi potranno proseguire la competizione, ma è possibile che il Tribunale cileno impedisca loro di lasciare il Paese quando la carovana della Dakar entrerà in Bolivia.

Mauro Di Mise: Motociclista da sempre, cresciuto a super e due tempi. Amo i motori belli con un suono appagante, ma sono anche attratto dalle nuove tecnologie.
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