Renault 8 Gordini: festeggia 50 anni

23/01/2014
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Renault 8 Gordini: Già solo il nome “Renault 8 Gordini” evoca molti ricordi. La piccola auto blu con le fasci e bianche era un’auto per correre con la Gordini si poteva fare Parigi – Marsiglia più rapidamente del treno Mistral.
La Renault 8 Gordini è un’auto che appartiene alla storia dell’automobile francese non meno della Renault 4 CV o della Renault 4, ma in versione sportiva!
Alcuni esemplari hanno addirittura la fortuna di partecipare alle prove storiche come, quest’anno, il prestigioso 17° Rally di Montecarlo Storico, dove Renault Classic schiererà 5 Renault 8 Gordini. Jean Ragnotti potrà così ritrovare la sua prima auto da corsa (“Rally du Vaucluse”, 1967), affiancato dal copilota Michel Duvernay, già vincitore (1981) della Coppa di Francia Renault Cross Elf e della Coppa Renault 5 GT Turbo (n° 8). Presente anche Alain Serpaggi, accompagnato, come al solito, da Jean-Pierre Prevost (n° 12), mentre Michel Leclère, vincitore del “Premier Pas Dunlop Coupe Gordini” nel 1969, correrà con il giornalista Vincent Roussel (n° 17). Il team Renault Classic sarà completato da altre due Renault 8 Gordini: la 1100 (n° 19) di Thierry Chancel e François Forgeoux e la 1300 (n° 22) affidata a Gilles Zaffini e Serge Mollar. Da notare, infine, che un equipaggio norvegese, Torgje Kleppe / Henning Jorstad su R 1135 (n° 39), ricorderà i risultati dei predecessori Unnerud / Karlan, che avevano partecipato con una Renault 8 Gordini 1300 a titolo privato nel 1968 classificandosi al 42° posto, ma come primo team norvegese.

Amedeo Gordini nasce il 23 giugno 1899 a Bazzano, non lontano da Bologna. Appassionato di meccanica e innamorato della vita, abbandona la giovane moglie e va a Parigi «per vedere un match del pugile Georges Carpentier», spiega agli amici. Arrivato nella capitale francese, dà fondo rapidamente alle scarse economie e, per sopravvivere, lavora da Cattaneo a Suresnes. In questa piccola officina, si occupa dei motori Fiat e poi Simca, sui cui sviluppa alcune idee personali per renderli più competitivi. Le corse lo renderanno rapidamente celebre, dopo i successi ottenuti, in particolare, alle “24 Ore di Le Mans” e al “Bol d’Or”.
Dopo la seconda guerra mondiale, Henri-Théodore Pigozzi, a sua volta di origine italiana, gli propone di associare il suo nome alla marca automobilistica francese che ha appena creato: Simca. Dal 1946 al 1951, le Simca Gordini, delicate e affusolate, saranno schierate alla partenza di tutte le prove europee, battendosi contro modelli come Ferrari, Maserati, Alfa Romeo o Talbot molto più potenti.
Nonostante l’abbandono del suo sponsor, Amedeo Gordini farà sopravvivere la scuderia fino al 1956, schierando successivamente, con grande determinazione, delle F1, F2, “barchette sport” e “coupé” in tutte le prove del calendario sportivo internazionale. Per pilotare le sue auto “blu”, il più francese degli Italiani – o viceversa – si assicura una squadra di eccellenti piloti francesi: Maurice Trintignant, Robert Manzon, André Simon, Jean Behra, Jacky Pollet ma anche di piloti stranieri, tra cui il prodigio argentino Juan-Manuel Fangio, Bira, il principe del Siam, il Brasiliano Nano Da Silva Ramos e i Belgi André Pilette e Paul Frère. Nonostante alcuni sussidi privati e l’entusiasmo di qualche tifoso, alla fine del 1956 l’officina parigina ubicata al n° 69 del boulevard Victor, alla Porte de Versailles – dove le Gordini erano progettate e costruite – chiude definitivamente i battenti: Amedeo Gordini inizia una terza vita!

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La collaborazione tra Amedeo Gordini e Renault inizia il 1° gennaio 1957 dopo che Fernand Picard, Direttore dell’Ufficio Studi della Régie e padre dalla 4 CV, e François Landon, ex pilota e responsabile del Servizio Competizione della marca con la losanga, propongono a Pierre Dreyfus chiamato alla Direzione della Régie Renault dopo la scomparsa di Pierre Lefaucheux la collaborazione con Gordini.

LE RENAULT 8
Pierre Dreyfus – laureato in giurisprudenza e non in ingegneria, come i suoi collaboratori – ha sull’automobile uno sguardo più da sociologo che da tecnico, e adotta una visione mondiale del mercato. È convinto che, per avere un futuro, un costruttore delle dimensioni di Renault debba esportare oltre la metà della sua produzione. Dreyfus lancia quindi il “Progetto 113”, il cui capitolato può riassumersi in questi quattro punti: meccanica con testata in lega, freni a disco sulle quattro ruote, massimo comfort interno per quattro adulti e design moderno. Per rispondere a queste esigenze, i progettisti di Renault Robert Barthaud e Gaston Juchet lavoreranno in collaborazione con un designer indipendente, Philippe Charbonneaux, formato alla scuola americana. Nasce così la Renault 8, lanciata in giugno 1962, ma presentata ufficialmente al pubblico in ottobre, in occasione del “Salone dell’Auto” di Parigi. Il modello conquista immediatamente i Francesi e, con la sua variante Renault 10, sarà prodotto fino al 1976, per un totale di 1.316.134 unità. Inizialmente, l’auto è equipaggiata con un motore quattro cilindri 956 cm3, il Sierra, ma il suo successo si aumenterà ulteriormente con la versione “Major” con motorizzazione 1108 cm3 (tipo R 1132), apprezzata dopo le prove da tutta la stampa automobilistica e dichiarata “seducente” da José Rosinski, della rivista specializzata Sport Auto”. Hubert Melot, ingegnere alla Régie, ne prepara una “versione speciale” che si classifica al 7° posto nel “Giro di Corsica” 1963… È arrivato il momento di fare un altro passo avanti! In effetti, ci si rende rapidamente conto che la Renault 8 costituisce una buona base di sviluppo e che basterebbero alcuni adattamenti per renderla molto performante. Non mancano certo le idee tra gli specialisti. Henri Fretet, ad esempio, ex meccanico di Delage e responsabile dei modelli speciali in Renault, sviluppa una meccanica più incisiva, pur servendosi essenzialmente di componenti di serie. Parallelamente, François Landon, responsabile del Servizio Competizione, fa ribassare il tetto della piccola berlina e quando entrambe le idee si associano su un modello test, l’auto – integralmente bianca – tocca i 170 km/h! Anche Amedeo Gordini ci lavora, ma essenzialmente sul motore. Nonostante la richiesta dei vertici di limitarsi ai componenti di serie per rispettare un budget contenuto, il “Mago” – affettuoso nomignolo ottenuto grazie alle monoposto – decide di andare oltre e adotta delle soluzioni con un taglio più “da corsa”, lavorando su una testata cosiddetta “emisferica”, in considerazione della forma delle camere di combustione. Evidentemente, tale innovazione rende la “sua” Renault 8 più veloce di quella dell’équipe Landon-Fretet e, contro ogni attesa, è proprio la sua versione che sarà prescelta, grazie al principio secondo il quale «il prezzo si dimentica, ma la qualità resta»!

Il mito nasce nel 1964 con l’arrivo della Renault 8 Gordini. Dopo la partecipazione alla Maratona stradale Liegi-Sofia-Liegi nel 1963 dove la Reanult 8 viene dotata di serie si quattro ammortizzatori posteriori e il servofreno tipo Hydrovac viene presa la decisione di lanciare una berlina sportiva a meno di 12.000 franchi, un’Alfa Giulia Ti ne costava 17.000. Per distinguerla dalle altre berline viene presa la decisione di proporre la vettura soltanto in tinta blu, la famosa referenza 418, e di aggiungere delle fasce, inizialmente previste a scacchiera e poi nella definitiva versione bianca.
Jean Vinatier, pilota ufficiale Renault, porta subito la Renault 8 Gordini alla vittoria nel “Giro di Corsica” 1964, davanti all’esperto Rolland e alla sua performante Alfa Romeo Tubolare 1600: è la consacrazione sull’”Isola della bellezza”!

Dopo quella vittoria le Renault 8 Gordini partecipano, senza successo, al prestigioso Rally di Monte-Carlo nel gennaio 1965. La partecipazione fallimentare viene subito dimenticata grazie alle vittorie in classifica generale di Jean Vinatier al “Rally Lyon Charbonnières” e di Pierre Orsini al “Giro di Corsica”. Per la partecipazione al Rally di Monte-Carlo del 1966 Jacques Féret affida un’auto blu al pilota svedese Bengt Jansson per affiancare Jean Vinatier ma è ancora un fallimento. Mentre in occasione delle “24 Ore di Spa Francorchamps” Vinatier/Bianchi, Piot/Andruet e Orsini/Vacca strappano la famosa “Coppa del Re” con le tre Renault 8 Gordini quasi di serie. Qualche settimana più tardi, il Parigino Jean-François Piot, dopo aver brillantemente conquistato il quarto posto nella difficile “Coppa delle Alpi”, si classifica a sua volta primo nel “Giro di Corsica”, firmando così la terza vittoria consecutiva della Renault 8 Gordini in territorio corso. Da notare ancora che Mauro Bianchi vince il “Gran Premio di Macao”, corsa organizzata nella lontana colonia portoghese, enclave in territorio cinese. La Renault 8 Gordini è ormai un’arma temibile, tanto più che – da marzo 1966 – la Régie Renault ne propone una nuova versione.

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Con la denominazione ufficiale di R 1135 la Renault 8 Gordini ha ha disposizione un motore 1255 cm3 da 88 cv DIN e una coppia di 11,9 kgm che la spingono ad una velocità massima di 175 km/h. Apprezzata anche la nuova trasmissione (tipo 330-6) che offre cinque rapporti alla nuova Renault 8 Gordini 1300, permettendole così di percorrere 400 metri con partenza da fermo in appena 16″9 e, quindici secondi dopo, di superare il traguardo del chilometro.
In linea con la Renault 8 Gordini 1100 (R1134), al momento del lancio, nel 1967, la nuova Renault 8 Gordini 1300 (R 1135) è proposta esclusivamente in tinta “Blu Francia”, per essere poi successivamente proposta anche in bianco, rosso e giallo, nel 1969, e addirittura in “grigio salvia” o in “verde scuro” tipicamente British Racing Green nel 1970. Tutte saranno equipaggiate con la celebre calandra “a 4 fari”, il doppio serbatoio di benzina (38 litri posteriormente e 26 litri anteriormente) e il celebre volante schiumato “Quillery”.

La Renault 8 Gordini venduta nel 1967 a 13.500 franchi rappresenta un sogno che si avverà per molte persone. Per la prima volta, un’auto di serie, prodotta da un costruttore generalista, permetterà a chiunque “di correre” rendendo il mondo delle corse non più riservato a pochi dilettanti danarosi. Così come il boom della musica ye-ye ha permesso a chiunque di cantare accompagnato da una chitarra elettrica, tutti i giovani possono oggi sperare di acquistare un’auto sportiva. La firma Gordini sul coperchio punterie del motore 812-00 e il logo sulla carenatura posteriore vogliono dire molto per i giovani appassionati, e ogni aspirante pilota sogna di essere il successore di Jean Behra o di Maurice Trintignant o addirittura – per i più ambiziosi – di Juan Manuel Fangio, tutti illustri ex piloti di Amedeo Gordini.
Georges Fraichard, ex Capo Redattore della rivista “Moteurs” e amico di Behra e Gordini è il primo a capire l’interesse che si è generato attorno alla Renault 8 Gordini e decide di proporre una “Coppa” riservata a tale modello e ne parla con Alain Bertaut e Pierre Allanet de “l’Action Automobile”. Questi ultimi ottengono l’accordo di Robert Sicot, addetto alle Relazioni Esterne di Renault, ma resta loro da convincere gli organizzatori delle corse, che temono un disinteresse del pubblico a fronte di «piloti neofiti al volante di versioni stradali». Le prime corse fugano da subito ogni dubbio visto l’entusiasmo del pubblico per le “battaglie” tra i giovani che non si tirano mai indietro! Fin dal lancio, nel 1966, alcuni di loro si fanno notare in questa “Coupe Renault 8 Gordini”: Jean-Luc Thérier, Alain Cudini, Jean-Pierre Jarier, Robert Mieusset, Jean-Claude Andruet, Jean-Pierre Jabouille, Michel Leclère… faranno delle belle carriere sportive, mentre Michel Hommell vi troverà la sua vocazione di editore di stampa e Hugues de Chaunac quella di direttore di scuderia.

La leggenda della Renault 8 Gordini è fondata quindi su tre elementi indissolubili: l’auto di serie, la coupé e i rally.
Nel 1968, Jean-Pierre Nicolas trionfa al Rally del Marocco e, in gennaio 1969, Jean-Luc Thérier firma un altro autentico exploit: la vittoria in Gruppo 1 (Turismo di serie) associata a uno straordinario quinto posto in classifica generale nel Rally di Montecarlo. Sarà questo l’apice per la Renault 8 Gordini, assurta a icona dello sport automobilistico francese. Lo stesso anno, il Belga Jean-Marie Jacquemin si piazza settimo nell’esigente “Coppa delle Alpi” (1° in Gruppo 1) e nel 1970, Jannick Auxemer è vincitore del Critérium des Circuits francese in Turismo di serie.
Mentre la Renault 12 Gordini la soppianta ufficialmente il 19 luglio 1970, in occasione di un’indimenticabile festa battezzata “Giorno G” sul circuito di Le Castellet, la Renault 8 Gordini continua a mietere successi, molto spesso “migliorata” da specialisti (in Gruppo 2) o “trafficata” da dilettanti (Gruppo 5). La ritroviamo così alla partenza di corse di montagna, sull’area di parcheggio di ipermercati per uno slalom o schiarata in una prova speciale di rally, dove continua a far vibrare il pubblico. «Con lei, c’è sempre gente», afferma Publicis per Renault. Oppure, in modo ancora più esplicito: «Al volante, sei come una sposa …» come indicato dal “Piccolo vocabolario della corsa”, edito da Renault con copertina blu e fasce bianche, ovviamente.
Dal 1964 al 1970, a Flins, nello stabilimento voluto da Pierre Lefaucheux, sulle rive della Senna, sono state prodotte oltre mille “Gorde”, come venivano affettuosamente soprannominate le Gordini (2626 tipe R 1134 e 8981 tipe R 1135). Cinquant’anni dopo, l’auto è sempre venerata e coccolata dagli appassionati, che l’hanno trasformata in un prezioso modello da collezione.

Per celebrare con i dovuti onori il 50° anniversario di una delle più celebri automobili francesi, Renault Classic schiera quest’anno cinque Renault 8 Gordini al 17° Rally di Montecarlo Storico.
Gli equipaggi delle auto sono i seguenti:
– N° 8: Jean Ragnotti, che ritrova la sua prima auto da corsa (“Rally du Vaucluse” 1967). Copilota è Michel Duvernay, vincitore della Coppa di Francia Renault Cross Elf e della Coppa Renault 5 GT Turbo nel 1981;
– N°12: Alain Serpaggi, emblematico pilota-collaudatore di Alpine, accompagnato da Jean-Pierre Prevost;
– N° 17: Michel Leclère, vincitore del “Premier Pas Dunlop Coupe Gordini” nel 1969 con il giornalista Vincent Roussel;
– N°19: Thierry Chancel e François Forgeoux, abituali frequentatori della manifestazione con la loro auto, una 1100 cm3 piuttosto rara;
– N°22: Gilles Zaffini, agente Renault a Bron e appassionato di sport automobilistico, accompagnato da Serge Mollar.

Stefano Lombardi

Due ruote qualche curva e ci si dimentica tutto. In sella ad una moto i problemi non esistono sempre che non sei in mezzo al traffico.


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