Doohan

“Il secondo è soltanto il primo dei perdenti”

Il mitico Michael Doohan ha compiuto 50 anni. Un simbolo delle corse su due ruote e della passione per questo sport.
07/06/2015
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Mick Doohan – Erano i primi degli anni 90’ e chi vi scrive si appassionava alle corse in TV. Prima era difficile seguire il motociclismo in TV, soprattutto per questioni di palinsesto e copertura. Ci si arrangiava con le riviste e le chiacchiere tra appassionati.
In quel periodo vi erano tre splendide classi a due tempi con moto leggerissime ed esplosive, il cui apice erano le fantastiche 500.

La classe regina, la 500 appunto ,era una categoria in cui solo domare la moto, richiedeva una capacità sopra le righe. Il re incontrastato del periodo era lui: il mitico Mick Doohan , pilota australiano classe 65’ che non solo andava fortissimo, ma guidava sporgendosi dalla sella per piegare ancora di più di quello che si poteva e faceva derapare quel mostro a 2 tempi che era la NSR 500.

Mick ieri ha compiuto 50 anni e probabilmente adesso il suo capello brizzolato ha davvero ragione d’essere. Scherzi a parte, non si può non ricordare le battaglie ad inizio carriera con mostri sacri come Schwantz e Rainey e il suo dominio incontrastato della 500 dalla stagione 94’ a quella 98’. Pensate che Nel 1997 ha ottenuto il record di 12 vittorie in una sola stagione nella classe regina, battuto solo nel Gran Premio di Valencia del 2014 da Marc Marquez.

Doohan è il terzo pilota più vittorioso di sempre nella top class dopo Agostini e Rossi, un vero e proprio innamorato di questa classe, tanto che ha più volte dichiarato che considera vittorie solamente quelle ottenute in questa categoria così impegnativa e competitiva.

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L’asso australiano di Brisbane ha dominato una moto ed una classe non senza pagare un prezzo salato in termini di infortuni. Nel 1990, a seguito di un fuori pista sul circuito di Assen rischia l’amputazione della gamba sinistra e grazie al Dottor Claudio Costa recupera l’arto e la capacità di correre (da quel momento in poi con un freno sul semi-manubrio destro).
Doohan riesce a riprendersi dal grave infortunio e tornare grande, costruendo un rapporto di stima reciproco con il Dottor Costa che è una bella pagina della storia delle corse.

Micheal Doohan sfida i big del Motomondiale anni 80’ e 90’ e sulla sua strada si pone un certo Max Biaggi che però, pur facendosi subito vedere nella classe regina, non lo impensierisce veramente nella lotta per il titolo del 1998.
In occasione del GP di Imola, spende parole poco lusinghiere nei confronti di Max, inaugurando la stagione delle grandi sfide in pista con risvolti mediatici che coinvolgono Biaggi e i suoi successivi avversari.
Nonostante le parole di Mick siano davvero taglienti, c’è del vero nelle sue critiche: davvero il forte pilota romano non è ancora al livello del fuoriclasse australiano che stravince il titolo senza troppa difficoltà, quell’anno.

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Il cinque volte campione, ha sfidato i grandi di un epoca folle delle corse e poi dopo incidenti rischiosi ha raggiunto una sua grande consapevolezza interiore che lo ha reso molto “solido” psicologicamente. Queste le sue parole sul grave incidente di Assen: “Quando la caduta è drammatica e rischia di diventare tragedia, nel periodo in cui stai uscendo dall’incubo, cambi totalmente. La tua visione delle cose ha un’angolazione al 100% diversa da quella che avevi prima. Capisci veramente il significato di lotta”.

Nel 1999 dopo un altro sfortunato incidente, però, Doohan si ritira, giusto prima dell’entrata di Valentino Rossi nella classe regina (di fatto il pesarese prende il suo posto in casa Honda). Chissà se l’ascesa di Valentino sarebbe stata la stessa confrontandosi con lui. Questo purtroppo non lo sapremo mai.

Tanti auguri Mick!

Mauro Di Mise

Motociclista da sempre, cresciuto a super e due tempi. Amo i motori belli con un suono appagante, ma sono anche attratto dalle nuove tecnologie.


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